la cucina italiana, un’occasione perduta?

Il contenuto di questo post è altamente sarcastico, se ne sconsiglia la lettura alle persone incapaci di cogliere ironia e sarcasmo.

Il contenuto di questo post è ispirato alla reiterazione, continua di “brevettare” la cucina italiana, in modo che altri non possano “taroccarne” i piatti.

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi! (Tommasi da Lampedusa)

Cari colleghi, Cari cheffi-cuochi, il problema è l’invidia?

se si, ditelo chiaro!! Dite: “mi da fastidio che ci siano altri cuochi al mondo al di fuori di me !!! e se fanno un piatto, anche fosse solo uno meglio di me, vado in bestia”

Altrimenti io, Francesco, non capisco di cosa si parli!!

Cucina tradizionale brevettata? Piatti non taroccati ? Non capisco !!

Disciplinare della ricetta? La carbonara per esempio?

Quanti cuochi al mondo cucinano la carbonara, 3 milioni? 2 milioni ? mezzo milione?

Ok, facciamo mezzo milione, vuol dire che a parità o meno di ricetta ci sono comunque mezzo milione di modi diversi di fare la carbonara ! !

Poi a voler essere precisino, ogni volta che il migliore degli chef fa una ricetta,gli viene diversa, forse molto, forse poco, forse in modo “quasi” impercettibile, ma quel “quasi” cambia tutto. Vuol dire che ci sono tante carbonare diverse al mondo, tante quante carbonare produce ogni Chef nella sua vita.

Il guanciale, il bacon, la pancetta, sempre diversi anche comprando dalla stessa azienda, i maiali non sono mica tutti uguali, clonati, e l’operaio che fa alcuni ultimi lavori manuali, è mica in forma tutti i santi giorni dell’anno, e chi sgrassa al coltello, si mette mica a misurare quanti millimetri esatti di grasso sta lasciando, e anche volendo non potrebbe farlo.

Ovvero è impossibile talebanizzare la professione e talebanizzare le ricette.

Parliamo di pasta?

Non lo dico solo io, che appena ho occasione di passare da Roma mangio alla Pergola, ma lo dicono in molti: la migliore pasta del mondo la fa Heinz Beck, che è tedesco, che facciamo? lo torturiamo? lo deportiamo? come è possibile, che sia possibile?

Facciamo una raccolta firme, chiediamo un disciplinare che preveda che se non sei italiano “puro” sino alla 3 generazione, non puoi fare uno spaghetto con pomodoro e basilico?

Promulghino delle leggi razziali e ci lascino lavorare in pace, e già che ci sono, chiediamo che almeno sul territorio italiano la cucina francese sia dichiarata fuori legge, e magari anche in qualche paese amico.

I motivi? Quelli si trovano, vedi come “Striscia” ha fatto casino per un po’ di lecitina che trovi nel negozio di alimentari sotto casa. Si dovrebbe all’aeroporto far firmare una dichiarazione ai turisti italiani che stanno uscendo dall’Italia con l’obbligo di mangiare solamente in ristoranti italiani, con chef italiani, e che usano prodotti italiani.

O forse siamo noi Chef, che con i prodotti che riusciamo a trovare sul mercato, con la nostra abilità nel trasformare la farina in pane, pasta, focacce, pizza … il miracolo di trasformare le patate in gnocchi, l’aglio olio e peperoncino, in un piatto sublime.

Siamo forse noi a dover lavorare per essere apprezzati, e non vivere di rendita.

Si, è mia opinione che noi viviamo di rendita, la rendita, dell’olio di oliva, la rendita del Parmigiano Reggiano, la rendita del Balsamico, la rendita del pesto e del basilico, la rendita della rucola, la rendita del prosciutto di Parma e di San Daniele, rendita sul tiramisù, rendita sulla pannacotta, rendita sui cantuccini (che magari compriamo gia fatti invece di farli) …  e la lista è praticamente infinita.

E dopo i disciplinari per la Carbonara classica, ed altri piatti, vivremo di rendita ….. anche sui disciplinari???

Mentre nel ristorante accanto al nostro, uno Chef Egiziano (per esempio) farà una carbonara migliore della nostra, e che non segue il”disciplinare”

Abbiamo visto tutti le foto della giornata del risotto alla milanese, erano quasi tutti “non classici”

Ma come è facile fare il cuoco italiano, tutti ci vogliono, gli hotel aprono ristoranti italiani, c’è più richiesta per “Italian Chef” che per “Sushi Chef” che secondo me è l’unica vera competizione che abbiamo (la Cucina Sushi Style), non la Cucina Francese Vogliamo essere amati per il semplice fatto di essere italiani?

Forse è più facile farci amare per quello che facciamo, se lo facciamo bene!! L’invidia può essere bella, può essere sana, può essere una leva per migliorarci, e per fare meglio quello che forse già, facciamo bene.

Dai !!! invidiamo i colleghi che innovano, e innoviamo anche noi, o cerchiamo di invidiare chi fa cucina classica, o di altra cultura, e cerchiamo di capirne i meccanismi, i sapori. e copiarne in parte lo stile, tarocchiamo paelle, e chateaubriand. Tarocchiamo, proviamo … facciamo !!!

Dimostriamo al mondo, l’unicità del fare cucina all’italiana, con o senza prodotti italiani.

Ma cos’è la Cucina Italiana?

Cosa la rende competitiva, diversa, in concorrenza con le altre cucine?

La risposta nella prossima puntata.

Saluti Salati Saltati

Francesco

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Diamoci tante arie

Come promesso, anche se un po’ in ritardo ecco altre arie, con un sistema un po diverso

1° senza lecitina

2° senza frullino

Spinto ed ispirato, un po’ dal sito di Dario Bressanini

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/

Questo sistema lo usavo, quando ero (poco più che ventenne) lo Chef di quello che era uno dei migliori ristoranti (in quel periodo) di Montecarlo, il “Restaurant du Port”

“rubavo” la pompa dell’acquario delle aragoste, e con un tubo NUOVO/PULITO (non quello dell’acquario) facevo questo giochino, non funziona sempre ….. ma funziona spesso.

cominciamo dall’Hardware

pompa acquario

Vi propongo del succo di ciliegia che faremo ridurre del 50%

succo

versiamo il liquido in una casseruola molto ampia

pentola1

cme vedete il liquido è già “dotato” per la schiuma 🙂

pentola 2

uso una piastra elettrica ad induzione di tipo casalingo 25 € la impostiamo a 60 gradi centigradi

induz1

la potenza quasi al minimo induz2

versiamo il succo concentrato nel contenitore di prima, sino all’ultima goccia 🙂

goccia

si parte !!!

aria 1

aria 2

aria 3

aria 4

aria 5

Notato il pantalone??? modello “Giuditta esclusivo”quanta aria

bon appetit

Aria nuova in cucina

Non per copiare Dario Bressanini, http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/08/aria-di-texturas/comment-page-3/#comment-97893  ma per aggiungere un piccolo contributo da parte mia.

Sconsiglio per “cheffi” o per grandi quantità, l’uso del bicchiere, come nelle foto di Dario, il cilindro non favorisce la formazione di bolle, in quanto il frullino torna a rompere nuovamente le bolle che si formano, meglio lavorare in rettangolare, o se in un recipiente rotondo, disassate il frullino dal centro del contenitore, per lasciare alle bollicine spazio di fuga.

repiente rotondo il frullino spostato sul bordo
repiente rotondo il frullino spostato sul bordo

Importante anche non muovere troppo il frullino, romperebbe le bollicine

pomodorini con aria di sale
pomodorini con aria di sale

Qui potete vedere il recipiente ideale, rettangolare, da una parte si formano le bolle, dall’altra si raccolgono

questo è solo l'inizio ...

Cominciano a formarsi le bollicine

aria sale 3

aria sale 5

sfidando un po la legge di gravità ??

una salsa … leggera … leggera

Un uso pratico potrebbe essere su di un Margarita, con “aria di sale”

margarita
Margarita, da servire con canuccia 🙂