Stelle e striscie (stelle Michelin e striscie … striscie de che??)

Giocando a creare niente dal niente
Giocando a creare niente dal niente

L’uscita della nuova guida Michelin con i nuovi sommersi e salvati ha creato una polemica da parte degli Chef italiani che ritengono ingiusti i giudizi dei francesi, viziati da invidia e necessità di promuovere la cucina francese ed i loro prodotti

Da parte loro i francesi non si fanno nei nostri confronti i problemi che si fanno alcuni Chef, nei loro confronti.

La guida Michelin è innanzitutto, una guida (incredibile vero??), si legge e si usa a prima vista come una guida telefonica, con indirizzi numeri di telefono e commenti.

Come guida tout-court (scusate il francesismo) ha fatto quasi sempre un ottimo lavoro (forse con qualche errore, a volte, si narra di numeri di telefono non aggiornati o di ristoranti citati ma mai aperti … ma questi forse sono solo miti).
Io la uso, a seconda della situazione mangio nei 1 2 o 3 stelle, in Italia o all’estero, anche se gli italiani stellati (in Italia) li ho trovati quasi sempre sopravvalutati, quasi la guida volesse essere indulgente con gli italiani in Italia (è la mia ferma opinione).

La guida è un “libro/edizione”, che ha un “editore” editore che sceglie la direzione ovvero “il direttore”
l’editore si fa premura di suggerire al direttore la linea editoriale influenzata a volte (ovvero sempre) dal CDA consiglio di amministrazione (che vuole guadagnare soldi vendendo più copie possibili)
L’editore ha il pieno diritto di fare ciò che vuole con la propria linea editoriale, è sua !!!!!!

La linea editoriale include il concorso a premi “Le stelle Michelin” con la sua logica, le sue regole facilmente, ripeto, facilmente intuibili, le stelle si concedono a chi VOLONTARIAMENTE o CASUALMENTE SEGUE LE REGOLE (casualmente arrivi ad 1 stella difficilmente a 2, quasi mai vedi Bocuse, a 3 stelle), chi non segue le regole non viene penalizzato, semplicemente non si ritiene che si sia presentato al via.

Chi ufficialmente comunica che non si presenta al via (vedi Marchesi) ovviamente non verrà “cronometrato”

Per fare un esempio è come se fosse una gara automobilistica, un concorrente non si presenta ad una gara di Formula Uno, con una, seppure degna, macchina da Rally, o viceversa.

Se volete partecipare al gioco, informatevi sulle regole, chiedete ad un conoscente, indovinatele, ma sapete anche voi cosa va e cosa non va nel vostro menù, nel servizio del vostro ristrorante, e fate attenzione a cosa ne dicono i vostri ospiti, sono l’unico termometro valido, il tuo risotto è buono solamente quando l’ospite a tavola te lo dice, prima è solo del riso cucinato secondo un metodo a te
conosciuto e da te apprezzato.
Ma … solo quando LUI … L’OSPITE dice … “ottimo il risotto ai funghi” ti dice che ha riconosciuto il piatto, e che lo gradisce, e se non lo gradisce … non gli insegnare a vivere, non spiegargli che è una ricetta ispirata a … dovuta a… , non è buono e basta, se all’ospite non piace NON E’ BUONO. (argomento da approfondire)

Ergo, sei uno da Guida Michelin solamente quando la Guida lo dice !!! altrimenti sei bravissimo, possibilmente, ma NON da Guida Michelin.

La Guida (maiuscola non casuale), ha la sua logica e la segue: cerca e spinge in sù i giovani promettentii , li bastona quando si adagiano, per poi riconoscerne il ravvedimento, se si ravvedono, è indulgente con gli storici Chef, anziani e non sempre al 100%, e che sopravvivono stellati a lungo con più tolleranza da parte della Guida.

Il voler protestare sul metodo o sulla linea editoriale, è superfluo, e come se io andassi a casa, ripeto a casa di una persona persona e cominciassi a dire che non capisco perchè non cambia le tende del salotto, sono orribili, impediscono il sonno, non sono a tema con il divano …. a casa mia, faccio ciò che mi pare.

Ovvero mi fa ridere o forse mi fa piangere, sentire parlare di complotto enogastronomico internazionale, a favore dei francesi.

Ad Ekaterinburg, oggi in momento di crisi, i miei colleghi francesi, tutti insieme, fanno meno coperti di me, ma non sono stato accusato di manovre massoniche a favore della mozzarella, neanche il governo italiano è stato tirato in causa, o gli industriali produttori di mozzarella.

O forse, sapendo che la Galbani appartiene ad un gruppo francese, sono contenti che nel mio ristorante io venda mozzarella, che favorisce l’economia francese passando dall’economia italiana?

Io non sono un esperto in “dietrologia” e “complottologia” internazionale, ma mi sembra che non sia il caso nemmeno di iniziare certi discorsi di complotti “globali”, ma se siamo interessati al concorso . . . . . paghiamo il prezzo da pagare (in senso metaforico), a me è parso di sentire un coro di persone che vogliono vincere il concorso ma non ne accettano le regole nè vogliono pagare il prezzo dell’iscrizione (sempre in senso metaforico), e poi a concorso finito o perso urlano al mondo che …l’uva è acerba.

Morale a me sembra di percepire solo invidia vestita da amor patrio.

Francesco

29 thoughts on “Stelle e striscie (stelle Michelin e striscie … striscie de che??)

  1. Zeb

    Caro Francis – se non ti dispiace ti chiami Francis, naturalmente – sono completamente d’accordo con te, anche se non ho le intere competenze per aver compreso appieno il discorso affrontato.
    Sono uno di quei distratti che ogni tanto si vedono arrivare a casa una guida – sempre più tamugna, solidamente rilegata… il Manuale delle Giovani Marmotte aggiornato per un gaudente di mezza età.
    Le scorro, con sempre più malmostosità, le metto accuratamente da parte dove trovo un buco (son pur sempre libri), e mi segno mentalmente di disdire l’abbonamento, dimenticandomene regolarmente.
    Ma capisco come, per alcuni, possano essere di ausilio al proprio lavoro, se non altro per dovere di scienza e coscienza.
    Sono completamente d’accordo con te, a prescindere, per quanto riguarda la tua chiosa, perché sostituendo “invidia” con “inettitudine” potremmo ben definire quello che come “Sistema Paese” combiniamo – in immagine pure più che in sostanza, dove ci sorregge l’essere miracolati – in giro per il mondo, pur stando fermi.
    Poi, ci sono gli Italiani.
    Non tutti: quelli come te, come James, come il bravo giovine Tom (se, leggendo queste righe, non gli spiacesse essere chiamato Tom…) che è dovuto passare attraverso i ben noti ingranaggi per seguire eventualmente la tua strada, che attraverso diverse vie porta con… naturalezza… per le strade del Mondo.
    Tutti a blaterare di “Fuga dei Cervelli” per Ricercatori et altri, perché nessuno di “Fuga degli Italici Chef?”.
    Perché il Ricercatore italiano fugge portando con se solo se stesso, e il fardello scientifico che deve accomunarlo, inserirlo nell’esatto Sistema della Ricerca Scientifica Internazionale.
    Il Cuoco (perdonami ancora…) porta altro: il suo talento è intriso di cultura.
    La Cucina è Arte, Scienza tanto quanto la Scienza è stata ausilio dell’Arte da quando l’Umanità esiste in quanto tale.
    La tua battaglia con Giacomino, l’altra sera, poteva sembrare una sfida fra bulli, un incontro di pugilato senza regole, calcio fiorentino a due…
    Era la disputa fra due… istinti… Rinascimentali, fra due Pittori del XVI secolo o fra due Architetti del XVIII…
    Le Scuole Nazionali, Transnazionali, le correnti…
    Siete ormai Artisti, caro mio, pronti al passo finale del riconoscimento…
    Quale sarà?
    Boh, basta che non lo vuoi saper da me…

  2. salutisalatisaltati

    grazie dell’intervento, c’è una mezza risposta nell’altro post, domani continuo a risponderti.

    Ho gli occhi che si chiudono sono le 4,30 del matttino 🙂

    fa caldo -5°

  3. Zeb

    Io, rimango della mia idea: lotta fra Titani.
    Appena torno dall’Abruzzo (anzi, dagli Abruzzi, visto che arriverò fino in Molise), mi organizzo una gita a Mantova, così mi faccio anche un’idea visiva di cosa sta succedendo.
    E manca ancora l’intervento dell’Allievo Presuntuoso, a cui hai dato una strigliata non da poco, dove però non hai forse messo in conto che… lo strumento… non può supportare interamente la tua personalità: le faccine non possono far vedere la tua espressione quando sbatti il pugno sul marmo più di quanto non possano far vedere quanto sbatto i piedini io quando faccio finta d’incazzarmi (o mi stufo sul serio, ma tanto laggiù sono il signor Scaramacai… 😦 😉
    Da quel che posso capire io, il livello dello scontro è altissimo, spero non si fermi lì perché è da questo tipo di frizioni che le sinapsi godono, e a volte producono.
    Però, se veramente ti disturbano, è comunque meglio si fermino lì.
    James non è un cattivo diavolaccio, e lo sai anche tu.
    A meno che, tu non sappia qualcosa che io non so: Gomblotto Gomblotto?

  4. luciano

    finalmente ho trovato il tuo blog che piacere!!!!!!!!! un saluto dalla Corsica e a presto Chef (Francesco)

  5. Tindaro

    Gentilissimo Francesco,

    ho letto con entusiasmo che Lei è disponibile a fornire delle

    indicazioni sulla realizzazione di un roner.

    Mi potrebbe inviare lo schema elettrico.

    la ringrazio molto

  6. walter rossi

    Ciao Xesco, sono walter ti ho conosciuto sul blog di dario.
    Carino il tuo blog…
    Ma dove lavori in siberia? veramente?
    Un hotel ,una catena….
    per caso conosci Un mio carissimo amico che invece lavora a mosca, il suio nome e’ uilliam lamberti. Anche lui chef ad anche lui nell’associazione di chef fillofrancesi.
    ha per il ronner ne sarei interessato anche io..
    Di dove sei originario?
    Io marchigiano, ora greco di salonicco.
    Grazie per la ricetta della piadina con olio.
    buon lavoro ciao

  7. salutisalatisaltati

    @ Walter
    benvenuto nel mio “proto-blog”, mi sembra pomposo definirlo un vero blog😀
    si conosco Villiam (william, uilliam??) Lamberti.
    A Mosca gli ho insegnato a fare lo strutto, lui per orgoglio non me lo chiedeva, ci girava intorno …

    – buono il tuo strutto ! così buono non si trova in Russia ! persino più buono che in Italia !!!

    finchè un giorno, gli ho detto, ti do la ricetta, basta che me la chiedi !!!
    gliela diedi, non mi ricordo però se alla fine me l’aveva chiesta🙂

    Bravo ragazzo, in gamba, anche se penso che oggi lui sia convinto di aver inventato da solo la ricetta dello strutto !!! conosco i miei colleghi:mrgreen:

    L’associazione chef francesi di Mosca non esiste più, è stata sciolta da 2 o 3 anni, non ci sono più gli chef di una volta😀

    … ovvio ce ne sono altri !!!🙂

    Lavoro per un gruppo basato in Ekaterinburg, attivo in altre città, Irtkusk, Novosibirsk …

  8. walter rossi

    be allora te lo chiedo anche io la ricetta per lo strutto :-)))

    Uilly e’ fatto cosi…. pero se dice che e’ buono ci credo , ha un ottimo palato a mio dire.

    E poi ama molto il suo lavoro, tanche che ora lo riprende dopo un anno sabbatico…

    Scusa che cos’ un gruppo basato…..?
    Ma com’e la vita in siberia,?
    l’ho sempre immaginata triste ed immensa…..
    infinita di bianco e tanto spazio, oltre ai diamanti e altri tesori.
    Be comunque e’ un vero piacere conoscerti.
    χονια πολα.

  9. Paolo

    Anche io sono molto interessato alla realizzazione del Roner casalingo.

    Mi potrebbe inviare indicazioni e schema elettrico.
    Mille Grazie
    Paolo

  10. salutisalatisaltati

    Il concetto è molto semplice, oggi posterò uno schema elettrico.

    Ripeto il concetto è semplice

    scaldare il liquido = una resistenza ad immersione o un fornellino elettrico

    mantenere la temperatura costante = termostato digitale acquistabile nei negozi che vendono componenti elettronici, ricambi elettrici, o ricambi per elettrodomestici

    mantenere l’acqua in movimento = un motorino con un elica, ma il mio metodo preferito è una pompa per acqua calda, da macchina del caffè, che preleva l’acqua/il liquido, in un punto e lo distribuisce in giro.

    nel caso di un motorino con elica avresti una copia del Roner, con una pompa avresti un bagno-maria di prcisione🙂
    aspetto domande

  11. zoomx

    Io avevo pensato ad una pompa da acquario ma non è “per alimenti”, potrebbe inquinare il liquido.

    Anche per la resistenza avevo pensato ad una da acquario ma le temperature raggiungibili sono piuttosto basse. Magari però se ne potrebbe truccare una.

    Per quanto riguarda i regolatori di temperatura già Dario Bressanini aveva evidenziato che in quelli più economici la resistenza elettrica lavora sempre a piena potenza per cui si accendono quando si è qualche grado sotto e si spengono quando si è qualche grado sopra (è un problema classico di controllo della temperatura, fanno così i frigoriferi, i condizionatori d’aria economici, i ferri da stiro…). I regolatori più raffinati invece regolano la potenza della resistenza (giocano con la potenza fornita) e mantengono una temperatura più stabile. Ma forse si tratta di masturbazioni mentali.
    Se una cosa funziona bene la si usa finchè non se ne trova una che funzioni meglio.

  12. salutisalatisaltati

    Tutti pensano ad una pompa da acquario, e poi ad una resistenza da acquario !!

    ma il genio sono io !!!😀 scherzo !!!!
    … e l’idea perfetta è quella pompa della macchina da caffè, costa poco, funziona ad alte temperature, oppure inventa un metodo per muovere l’acqua, l’idea della pompa è mia, il roner muove con una specie di turbina.

    e per la resistenza, negli anni, ho usato vari sistemi, uno dei quali (il più bello ma meno pratico) era costituito da una resistenza a filo (se vuoi ti aiuto a fare i calcoli ohm / watt …

    La resistenza montata su telaietti, a mo di separatori, tra i quali mettevo i sacchetti, aveva il vantaggio di avere zero inerzia termica, e mi assicurava una temperature uniforme (+- 2/3°) senza muovere l’acqua, e per la carne andava bene.

    Per gli esperimenti che faccio adesso 2° gradi di tolleranza sono troppi, per cui la pompa della macchina da caffè è utilissima.

    Per il termostato non vedo problemi, ne compri uno digitale, nel quale puoi impostare il range di temperature di on/off, e usi la resistenza sinchè non si rovina (almeno due anni ti dura)

    Fanciulli fate, fate, fate🙂 non cominciamo a trovare i contro teorici !!!! su le maniche, cacciavite, martello, trapano ….. 🙂 e via

  13. Mariano

    Ciao Chef,
    A proposito di controllo delle temperature;nel pieno del nichilismo gastronomico(seconodo me) e aspettando l’arrivo del Überkoch,secondo te qual’è la temperatura a cui il pesce deve essere servito per essere considerato “cotto”?

  14. salutisalatisaltati

    Ciao Mariano,
    non serve chiamarmi Chef nel Blog.
    Il motivo per cui è nel nick (Xesko Chef), è per non avere quella sorta di anonimato professionale, che piace a molti cuochi.
    Molti hanno paura di essere derisi se fanno domande stupide, o considerate tali.
    Ma come sai non esistono domande stupide🙂

    La definizione di “cotto” è molto limitante.

    Potrebbe essere dal punto di vista igienico
    = temperatura al cuore del prodotto, 80° per 5 minuti (71° per 5 min meglio) però dopo il pesce e’ “stracotto” dal punto di vista organolettico, per molti palati tra cui il mio🙂

    Dal punto di vista organolettico possiamo parlare invece che di pesce cotto, di pesce “pronto” per essere consumato.

    Quindi temperature da – 16 (i miei sorbetti di pesce crudo) in sù.

    Ma dipende dal pesce, esempio io non amo il carpaccio di branzino, lo trovo artificiale, il sapore del branzino non mi invita a farne carpaccio o sorbetti.

    Ti faccio un esempio per il pesce cotto, io ho in menù una ricetta che ha un ottimo successo di “pubblico” nel quale c’è il “Chilean Sea Bass” (Dissostichus eleginoides), oppure se non reperibile, lo sostituisco con il merluzzo nero (Notothenia microlepidota), cugino.

    Il chilean raggiunge l’ottimo, come sapore con 5° gradi in più del merluzzo nero.

    é impossibile dare dei dati certi, è qui che lo Chef si fa sentire, in queste sfumature.

    Ma comunque, pensavo di essere io l’Überkoch🙂 !!
    Mi sono sbagliato ??😦

  15. Mariano

    Caro Francesco,
    Il mio “Chef” è un tributo alla saggezza che al sud assume varie forme,se vuoi ti chiamo Zi’ o don Francesco🙂 .
    Il mio “cotto” è volutamente generico perchè il giudizio è soggettivo,parlavo di nichilismo culinario perche avverto la necessità di riscrivere i parametri di giudizio e di creare nuovi valori culinari.
    Ad esempio,se penso al fatto di dover vendere ciò che faccio,allora devo analizzare il mercato a cui mi propongo e se voglio avere un certo riscontro devo avvicinarmi il piu possibile ai gusti dei iei ospiti.
    Ma come per una gaussiana analizzando il fenomeno nella sua interezza ,una certa parte di informazione viene,per ragioni di praticità tralasciatà;se il fenomeno resta isolato nn ci sono solitamente conseguenze ma se la quantità di informazioni che si decide di conservare diviene un assioma allora a lungo andare gli errori propagandosi superano il risultato ipotizzato.
    La tua risposta è di altissimo livello come sempre la parte che mi piace di più tuttavia è quella sulle “sfumature dello chef”.
    Ma se un cameriere ti dice che il pesce nn è cotto perche la spina nn si toglie tu cosa gli rispondi??
    A proposito hai partorito stelle danzanti ultimamente?
    Grazie Zi’

  16. salutisalatisaltati

    Sono mezzo siciliano (un 25%) connosco l’espressione Zi’ 🙂
    Francesco puo’ bastare, Chef va bene ma non e’ indispensabile🙂

  17. salutisalatisaltati

    il caos che ho dentro mi lascia partorire solamente stelline danzanti !!!

    Infatti non ho figli !!!🙂

    La découverte d’un mets nouveau fait plus pour le genre humain que la découverte d’une étoile (Brillat-Savarin)

    «La scoperta di una nuova pietanza giova alla felicità del genere umano più che la scoperta di una nuova stella»

    se un cameriere mi dice che il pesce non è cotto, gli si risponde che secondo i vecchi parametri di mio nonno il pesce non è cotto, ed avrebbe sicuramente ragione,ma secondo la cucina moderna, la leggera difficoltà nel separare il filetto dalla lisca è la normalità.
    E consiglio al cameriere, di perfezionare la sua tecnica che gli permetta di svolgere il lavoro in modo pulito e moderno.
    Altrimenti rischia di trovarsi sorpassato, nel giro di pochi anni.
    Sorpassato da chef moderni e camerieri moderni.

  18. salutisalatisaltati

    La mia ultima stellina danzante è una mattonellina di foie-gras veramente innovativa
    è nata venerdi scorso alle ore 18,30🙂

  19. Mariano

    Se per “mattonellina di fois-gras veramente innovativa” intendi un qualche prodotto di sintesi che riproduce la bonta del fois-gras senza torturare il povero animale,bene allora ti elleggo “maine Überkoch”.

  20. Mariano

    Caro Francesco,
    Mi piacerebbe conoscere la tua opinione sul metodo per far coesistere l’eccellenza culinaria e una corretta politica nei confronti dei propri collaboratori.
    Grazie ciao

  21. salutisalatisaltati

    @ Mariano
    Mi piacerebbe risponderti, ma la domanda richiede una risposta troppo ampia, quasi una tesi universitaria.
    Riesci a circoscriverla a dei campi pratici, e definiti ?

  22. Mariano

    Mi rendo conto che l’argomento è ampio e come avrai capito per me l’etica è un cruccio nn da poco,c’è chi da Dario in questo momento si vuole mangiare le balene e chi fa grande cucina col sangue dei propri collaboratori,spesso sottopagati o addirittura nn pagati,mi riallaccio se permetti anche al Tuo “cucina italiana;un’occasione perduta?”per dire che la pochezza delle persone che frequentano le cucine è spesso desolante,magari grandi cuochi ma persone piccole piccole,gente che per un trafiletto su una rivista o un passaggio in tv ucciderebbero il proprio commis.
    Questo nei cuochi italiani credo sia dovuto alla grossolana preparazione tecnica e gestionale,frequento spesso il sito di chef simon e sono affascinato dal rispetto con cui tratta anche gli argomenti piu banali come cucinare un uovo,una umilta di questo genere nei colleghi italiani nn l’ho ancora trovata.
    Torno quindi alla mia domanda che forse posso riassumere con un esempio;cosi come le piramidi sono uno spettacolo grandioso che diventa pero meno imponente pensando a quanto sono costate cosi una grande cucina puo essere ridimensionata nello scoprire cosa accade dietro le quinte,alla fine qual è il limite che si deve decidere di nn superare?
    Perdona lo sproloquio senza capo ne coda.

  23. Uilliam

    buon giorno
    come va ?
    mi presento prima di tutto, mi chiamo Uilliam Lamberti e ho il problema di avere sempre dei vuoti di memoria … purtroppo…… non mi ricordo xcesco in quale occasione abbiamo lavorato assieme e in quale occasione io ho cosi’ avidamente domandato la ricetta dello strutto … saresti cosi’ gentile di illumnarmi per favore ?

    Grazie

    saluti Uilliam

    salutisalatisaltati
    @ Walter
    benvenuto nel mio “proto-blog”, mi sembra pomposo definirlo un vero blog
    si conosco Villiam (william, uilliam??) Lamberti.
    A Mosca gli ho insegnato a fare lo strutto, lui per orgoglio non me lo chiedeva, ci girava intorno …

    – buono il tuo strutto ! così buono non si trova in Russia ! persino più buono che in Italia !!!

    finchè un giorno, gli ho detto, ti do la ricetta, basta che me la chiedi !!!
    gliela diedi, non mi ricordo però se alla fine me l’aveva chiesta

    Bravo ragazzo, in gamba, anche se penso che oggi lui sia convinto di aver inventato da solo la ricetta dello strutto !!! conosco i miei colleghi

    L’associazione chef francesi di Mosca non esiste più, è stata sciolta da 2 o 3 anni, non ci sono più gli chef di una volta

    … ovvio ce ne sono altri !!!

    Lavoro per un gruppo basato in Ekaterinburg, attivo in altre città, Irtkusk, Novosibirsk …

    —————————-

    walter rossi
    Ciao Xesco, sono walter ti ho conosciuto sul blog di dario.
    Carino il tuo blog…
    Ma dove lavori in siberia? veramente?
    Un hotel ,una catena….
    per caso conosci Un mio carissimo amico che invece lavora a mosca, il suio nome e’ uilliam lamberti. Anche lui chef ad anche lui nell’associazione di chef fillofrancesi.
    ha per il ronner ne sarei interessato anche io..
    Di dove sei originario?
    Io marchigiano, ora greco di salonicco.
    Grazie per la ricetta della piadina con olio.
    buon lavoro ciao

  24. salutisalatisaltati

    Bentrovato Uilliam, ho sempre avuto il dubbio di come si scriva,

    Eravamo al ristorante СЫР di Arkadi Novikov, io e Mirco stavamo facendo l’apertura, e tu e e Antonio “capitavate per caso” su istruzione di Arkadi, ci siamo poi sentiti un paio di volte, e poi ci siam persi, ho chiesto in giro il tuo numero ma senza successo.

    All’epoca eri con Michel al Grand Opera, adesso trasformato in “911 Lap Dance Night”

    Come stai cosa fai di bello dove sei?

    Non ti ricordi dello strutto? io sì, non penso che tu mi abbia mai chiesto la ricetta, ma, me ne parlavi (non avidamente, ma con interesse, forse solo per cortesia … ? :- )
    Io te l’avevo data, mentre facevamo il training di risotto ai cuochetti russi, mi ricordo molto bene di quella giornata, era molto interessante, perché la mia ricetta di risotto, era diversa dalla tua, diversa da quella di Antonio, diversa da quella di Mirco, e sicuramente se ci fosse stato qualche altro Chef, ci sarebbe stata qualche altra ricetta di risotto ancora diversa.
    Mi faceva sorridere il fatto che tutte le ricette erano ugualmente valide, con delle sfumature personali, sinceramente non avrei potuto preferirne una.

    Tranne la mia … ovviamente😀

    Ti invio un e-mail nel caso tu non ritorni sul Blog
    Francesco (Xesko)

  25. Maurizio

    ciao Francesco,
    il tuo blog è veramente interessante su molti aspetti,
    stò cercando di relizzare un roner a basso costo,ma mi sono perso un po per la strada,non so i dettagli precisi per assamblare i pezzi………mi potresti auitare inviandomi gli step…passa dopo passo!!!!
    Grazie

    a PREsto

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